News

22 marzo 2018

4.0 Il futuro a portata di click

Con “Industria 4.0” si intende un approccio produttivo basato sulla connessione tra sistemi fisici e digitali, analisi complesse partendo dai Big Data e adattamenti in real time. Quello che si può evincere da questa definizione è che il web governerà tutti i processi massimizzando l’utilizzo delle informazioni ricavate dalla rete.
Termini come Industria 4.0, Internet of Things, tecnologie abilitanti, sono ormai parte del linguaggio comune da qualche anno. Siamo di fronte ai primi vagiti di una nuova rivoluzione industriale, la quarta dell’era moderna, che nei prossimi anni sconvolgerà completamente il modo di intendere questo mondo.
Nel calderone concettuale ricadono anche aspetti come le stampanti 3D, i robot, la gestione dei dati in cloud, la data analysis utilizzata per monitorare l’andamento della produzione.
Come tutte le rivoluzioni anche quella dell’Industria 4.0 determinerà la scomparsa di alcune mansioni e una contestuale creazione di nuove figure (si stima che entro il 2020 saranno 135.000 i posti vacanti nel settore ICT). La domanda di lavoro sarà quindi direttamente commisurata alla dirompente diffusione di dispositivi connessi alla rete (circa 50 milioni di unità entro il 2020).
L’investimento più cospicuo potrebbe quindi rivelarsi quello da effettuare sulla formazione delle nuove figure professionali, una sfida che diverse università internazionali e anche alcuni atenei italiani hanno già raccolto creando i primi corsi di laurea orientati al settore IoT.
In Europa diversi governi hanno già predisposto piani per traghettare l’industria verso la nuova era e in Italia il Ministero dello Sviluppo Economico ha varato un piano nazionale che punta a mobilitare 10 miliardi di euro di investimenti privati in più entro il prossimo triennio e un aumento di 11,3 miliardi di euro in spesa privata per la ricerca e lo sviluppo.
Insomma, la rivoluzione è agli inizi ma l’Industria 4.0 è già il presente del sistema produttivo e la sua evoluzione sarà sempre più rapida.

Condividi l'articolo sui social

Seguici anche su