ita eng MENU
News_Smart School_1920x1080

Smart School

Come implementare la Digital Education e sfruttare al meglio il digitale in ambito didattico

ECCO 5 BUONE PRATICHE SUGGERITE DA CWS

Il decreto #IoRestoACasa emanato in seguito al diffondersi del Coronavirus in tutta Italia e la conseguente conferma della chiusura di scuole e università fino al 3 aprile implica un ripensamento oltre che delle modalità di lavoro anche della scuola, della didattica, del rapporto studenti e insegnanti e della gestione dei figli per i genitori che lavorano.

In un contesto come questo diventa fondamentale un approccio orientato alla digital transformation. Questo significa non solo adottare tecnologie digitali in grado di portare la scuola in cloud e quindi consentire la didattica a distanza, ma anche intraprendere un percorso di digital education che consenta di comprendere tutte le potenzialità dei linguaggi, degli strumenti e degli ambienti digitali.

CWS, realtà che supporta le aziende nei percorsi di Digital Transformation e da sempre attenta ai bisogni dei più giovani, ha stilato un insieme di buone pratiche derivate dall’osservazione dei bisogni e degli usi degli strumenti digitali da parte di genitori, insegnanti e studenti per suggerire le potenzialità del digitale sia come piattaforma tecnologica, sia come risorsa di contenuti e strumenti.

1. CERCA CONTENUTI DI EDUTAINMENT ONLINE

Quando le scuole sono chiuse in una situazione di emergenza come quella attuale, molte famiglie devono affrontare il problema della gestione del tempo dei figli, soprattutto minorenni, che spesso davanti ad uno smartphone o a un computer tendono a preferire attività di intrattenimento rispetto a quelle educative. Questi due termini però non devono essere considerati antitetici: anche tra le app e i video di YouTube ci sono infatti contenuti educativi pensati per l’intrattenimento dei ragazzi. Dall’app Brain Out che sfrutta il meccanismo della gamification per mettere alla prova le capacità di logica e misurare il QI, alle video lezioni dedicate agli studenti delle superiori del docente Elia Bombardelli che spiega la matematica ma con il linguaggio di YouTube.

2. USA I SOCIAL, GLI STUDENTI SONO LÌ

Il secondo problema emerso riguarda l’erogazione della didattica. Nell’immediato, visto che non tutte le scuole erano strutturate per gestire la formazione a distanza, alcuni docenti hanno utilizzato gli strumenti già in uso da genitori e studenti.

Gli insegnanti delle scuole primarie, per sopperire alla mancanza di contatto con gli studenti, hanno improvvisato registrazioni audio o video condivise sui gruppi Whatsapp dei genitori. Sicuramente una modalità non ottimale ma che nell’emergenza può sopperire alla mancanza di altre possibilità.

Gli studenti maggiorenni possono invece essere raggiunti più facilmente attraverso i social. È così che alcuni docenti hanno sfruttato i social più diffusi per fare lezione attraverso le live di Instagram.

3. CONDIVIDI LE ESPERIENZE TRA INSEGNANTI

Sui social sono presenti anche gruppi dedicati agli insegnanti dove vengono condivise esperienze e strumenti tra chi nelle scuole di tutta Italia è più attivo nell’introdurre soluzioni digitali nella didattica. Ne sono un esempio “Insegnanti due punto zero” e “Insegnanti Online - Come insegnare online”.

4. VAI IN CLOUD PER GESTIRE LA DIDATTICA IN REMOTO

Da anni nelle università sono stati adottati strumenti di didattica online come ad esempio Moodle, sia per supportare gli studenti lavoratori o non frequentanti, sia come strumento di supporto anche per la didattica frontale.

Più recentemente nelle scuole primarie e secondarie è stato introdotto il registro elettronico, che è però ancora limitato per quanto riguarda la condivisione di contenuti multimediali.

Un’evoluzione di questi strumenti sono le piattaforme di collaboration. Suite di collaboration come Google Suite e Microsoft Office, nate per rispondere ad esigenze di privati ed aziende, hanno anche una versione dedicata alle scuole che in questi giorni è disponibile gratuitamente come indicato sul sito del MIUR (https://www.istruzione.it/coronavirus/didattica-a-distanza.html).

5. PREPARARSI ALLA DIGITAL TRANSFORMATION NELLA SCUOLA

Oltre ai suggerimenti per affrontare l’emergenza, il consiglio è quello di guardare alla crisi come un momento di cambiamento per introdurre nuove pratiche ed abitudini che possono poi diventare la base per innovare la scuola e trasformarla in una Smart School.

Nel contesto scolastico, così come in quello aziendale, significa intraprendere un percorso di digital transformation. Con questo termine si intende sia adottare le opportunità delle tecnologie cloud, sia adottare una mentalità predisposta alla sperimentazione, al cambiamento e alla gestione dell’incertezza.

Si tratta di una sfida non facile, soprattutto in grandi organizzazioni come il sistema scolastico che da un lato devono gestire la complessità tipica di un’istituzione formativa, dall’altra forniscono un servizio molto delicato come la formazione degli studenti. Il cambiamento però può avvenire anche dal basso, dalla scelta dei singoli istituti, dei singoli insegnanti o dei genitori di adottare le opportunità del digitale qui descritte.

È proprio a scuole ed insegnanti che CWS vuole mettere a disposizione le proprie competenze e accompagnarli nel processo di trasformazione digitale della scuola.

Seguici sui canali Instagram (@cwsdigitalsolution), LinkedIn e Facebook per trovare contenuti dedicati agli strumenti di collaboration online volti a realizzare nuove forme di lavoro e didattica a distanza.