12 aprile 2018

Insieme per il digitale

Nella settimana in cui a Bruxelles si è svolto il Digital Day 2018 - uno dei più grandi eventi dedicati al mondo digitale - diversi Stati europei si sono seduti attorno a un tavolo per stringere due importanti alleanze: una per la Blockchain, e l’altra per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale.
L’Italia ha scelto di aderire solamente alla seconda. L’obiettivo di queste sinergie transnazionali è duplice. Da un lato si mira a dare un impulso alla competitività e a creare un mercato unico digitale, dall’altro si cerca di adottare norme comuni per disciplinare le nuove tecnologie e creare condizioni uguali per tutti. Il nostro Paese ha scelto di aderire all’European AI Partnership, organismo formato per mettere in rete i centri di ricerca e gli atenei europei sul tema dell’intelligenza artificiale. L’investimento previsto è di 1 miliardo di euro entro il 2020, da destinare alla formazione delle nuove figure professionali necessarie a operare in questo campo. La Commissione Europea ha stimato che l’AI potrebbe creare 1.8 milioni di posti di lavoro e ha già predisposto un piano dettagliato che si fonda su tre pilastri: un investimento economico, un codice etico comune basato su sicurezza e responsabilità e una strategia per l’impatto socio-economico. L’Italia entra in questa alleanza insieme a Bulgaria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Olanda, Austria, Polonia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Regno Unito, Norvegia.
Gli italiani non siederanno invece all’interno dell’European Blockchain Partnership, nata per disciplinare concretamente l’accesso a questa nuova tecnologia. Questo organismo si propone di lavorare a stretto contatto con l’esecutivo europeo per stabilire le linee guida di intervento e per arrivare a definire, in tempi molto brevi, un primo gruppo di servizi pubblici transfrontalieri che potranno trarre beneficio dalla blockchain. Anche in questo caso l’investimento è stato importante, con 80 milioni di euro stanziati dalla Commissione Europea ai quali si aggiungeranno, entro il 2020, altri 300 milioni. La blockchain, del resto, sembra destinata a prendere sempre più piede e l’Europa non può certo stare a guardare.
La sfida che si nasconde dietro la nascita delle due alleanze, ardua ma non certo impossibile, è quella di ridurre il gap tecnologico rispetto a Stati Uniti e Cina.

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