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08 marzo 2018

GDPR: acconsenso!

Continuiamo a parlare del GDPR, il Regolamento Europeo della Privacy che entrerà in vigore – diventando vincolante per le aziende operanti nell’UE – il prossimo 25 maggio. Dal 2004 il Codice della Privacy (D.Lgs 196/2003) prevede che la stipula di un contratto o la conclusione di una transazione online siano subordinate alla prestazione di un’autorizzazione al trattamento dei dati personali che può essere anche espressa in forma tacita, il cosiddetto silenzio assenso.

Il GDPR innova questo punto stabilendo che il consenso debba essere libero, specifico, inequivocabile ma soprattutto informato. È infatti all’informativa che la norma assegna un ruolo centrale.
Questo documento – sottoposto all’utente in forma cartacea, inviato via mail o contenuto in una pagina web – deve essere conciso, chiaro, accessibile e comprensibile affinché il soggetto possa conoscere tutti i dettagli della transazione e decidere in piena coscienza.

Nell’informativa è quindi necessario inserire i dati identificativi del titolare del trattamento e del DPO, oltre a un recapito al quale l’interessato possa rivolgersi. Devono esservi riportate finalità, modalità e durata dell’utilizzo, se le informazioni verranno trasferite all’estero, a quali soggetti potranno essere comunicate, la base giuridica, la natura facoltativa od obbligatoria del consenso e i diritti del soggetto (portabilità, cancellazione, rettifica, opposizione). È sufficiente una violazione da parte del titolare del trattamento per innescare un’indagine dell’Autorità Garante che può portare a pesanti sanzioni.

Il sottoscrittore non deve essere indotto a prestare consenso con l’inganno e la manifestazione di volontà deve essere resa mediante dichiarazione scritta, attraverso mezzi elettronici, o verbalmente (con registrazione). In qualunque momento l’interessato deve poter esercitare il diritto di revoca dell’assenso. Il GDPR sottolinea inoltre l’importanza della verificabilità, facendo ricadere sul titolare del trattamento l’onere di dimostrare che il consenso è stato effettivamente fornito.

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